Claudio Cellamare, ex centrocampista della Primavera del Genoa nella stagione 2021-2022 e oggi in forza al Paradiso, in Svizzera, non ha dubbi sul futuro di Gabriele Calvani. Il difensore, ancora di proprietà del Grifone e attualmente in prestito al Frosinone, ha impressionato l’ex compagno per personalità e qualità, tanto da spingerlo a pronosticare un futuro in Nazionale maggiore.
«Gabriele Calvani è un ragazzo d’oro, un giocatore fortissimo. Non avevo dubbi che sarebbe arrivato in Serie A, pensavo però lo facesse con il Genoa, club abituato a lavorare bene con i giovani e fare cassa», ha raccontato Cellamare durante il podcast Shot Sports.
Calvani, personalità da veterano
L’ex rossoblù ha sottolineato soprattutto la maturità mostrata dal difensore, classe 2004, anche nei momenti difficili delle partite.
«Gioca con una personalità di uno che ha 45 anni», ha spiegato Cellamare, ricordando un episodio avvenuto durante la gara contro il Napoli: «Il Frosinone prende gol e Calvani è il primo ad andare a consolare Palmisani. Parliamo di un 2004. È un bell’esempio».
Secondo Cellamare, l’esperienza con il Frosinone ha contribuito alla crescita del difensore sotto diversi aspetti. Da qui la previsione sul suo futuro: «Al Frosinone è cresciuto sotto tanti punti di vista. Lo vedremo molto presto in Nazionale maggiore».
Il ricordo della Primavera rossoblù e del derby vinto
Cellamare ha vestito la maglia della Primavera del Genoa nella stagione 2021-2022, un’annata difficile per il club, culminata con la retrocessione della prima squadra. Nonostante ciò, conserva un ricordo speciale del derby di ritorno contro la Sampdoria, vinto dai rossoblù per 1-0.
«Feci di tutto pur di giocare la partita. Implorai per tutta settimana il nostro fisioterapista che mi rimise in piedi», ha raccontato. Cellamare entrò nel finale e riuscì a dare il proprio contributo in una partita particolarmente sentita.
«Difesi palla all’altezza del calcio d’angolo per quasi cinque minuti contro tre uomini: dopo il triplice fischio crollai a terra. Mi rifeci male alla caviglia, ma ero felice».
Oggi, dalla Svizzera, l’ex Grifoncino segue ancora da vicino il calcio italiano e il percorso di un giocatore con cui ha condiviso lo spogliatoio a Genova, convinto che per Calvani le soddisfazioni più importanti debbano ancora arrivare.




