Enrico Preziosi torna a parlare e ripercorre la sua lunga presidenza al Genoa, un’avventura costata 100 milioni di euro. L’ex patron, in un’intervista al podcast “One more time”, ha svelato retroscena di mercato clamorosi e momenti chiave della sua gestione, dal baratro della Serie C alla gioia della promozione. “Nel calcio c’è poca riconoscenza”, ha affermato.
I rimpianti di mercato: da Messi a Lewandowski
Tra i racconti di Preziosi emergono due nomi che avrebbero potuto cambiare la storia del calcio. “Ho fatto più flop che acquisti giusti”, ha ammesso. Al Como fu provinato un giovanissimo Leo Messi, ma la decisione finale non spettò al presidente. “Lo scartarono Claudio Gentile ed il vicepresidente quando io mi trovavo a Hong Kong”. Un altro grande rimpianto è Robert Lewandowski. L’attaccante polacco aveva già firmato il contratto con il Genoa. “Per me era il nuovo Van Basten, aveva movenze e fisico simili”, ha ricordato Preziosi. L’affare saltò all’ultimo momento. Dopo un derby, il suo procuratore chiese una commissione non prevista e l’ex presidente decise di mandarlo al diavolo e rinunciare all’acquisto. Un episodio che lo porta a una riflessione amara: “Gli agenti fanno i soldi, le società perdono i soldi. È una sorta di ricatto continuo”.
Dalla Serie C al “momento più felice”
La storia di Preziosi al Genoa è fatta di ascese e cadute. L’acquisto del club fu dettato da “vanità e stupidità”, dopo aver lasciato il Como e scartato l’ipotesi Fiorentina. Il punto più basso fu la retrocessione in Serie C per la vicenda legata alla partita con il Venezia. “Una storia bruttissima, fui l’unico a essere condannato per una valigetta mai esistita”, ha spiegato, sostenendo che i 250mila euro fossero parte di un premio per Giovanni Tedesco. Nonostante la penalizzazione di sei punti, la sua reazione fu decisa. In piazza a Genova pronunciò il celebre “Non mollo, non mollo, non mollo!”. Quella promessa fu mantenuta. In due anni il Grifone tornò in Serie A. “La promozione del 2007 è stato il mio momento più felice nel calcio: avevo vinto una scommessa con me stesso e con la città”.
Gasperini, Piatek e il Genoa di oggi
Nel corso della sua presidenza, Preziosi ha avuto a che fare con molti giocatori e allenatori. Su Gian Piero Gasperini non ha dubbi: “È stato il mio migliore allenatore, forse l’unico”. Ha precisato di non aver mai imposto un giocatore in formazione, neanche quando non era d’accordo con le scelte del tecnico, come nel caso di Boateng. Un giudizio duro è riservato a Piatek, che secondo lui “si è perso dopo il periodo passato al Milan a causa della ricchezza del contratto da 3,5 milioni all’anno”. Oggi, ha concluso, il suo rapporto con il Grifone è sereno. “Quando posso seguo volentieri il Genoa perché ci sono stato diciannove anni. Non ho risentimento, è qualcosa per poveri d’animo”.




