Vitinha fissa l'obiettivo: "Voglio 10 gol, De Rossi mi ha dato più cattiveria"
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Vitinha fissa l’obiettivo: “Voglio 10 gol, De Rossi mi ha dato più cattiveria”

L’attaccante del Genoa, Vítor Oliveira, svela il suo traguardo personale: “Minimo 10 gol”. Un patto con la fidanzata e l’influenza di De Rossi nella sua crescita in un gruppo che definisce una famiglia.

Dieci gol. È questo il traguardo fissato da Vítor Oliveira, detto Vitinha. L’attaccante del Genoa non si nasconde e, spinto da una promessa fatta alla fidanzata, punta a raggiungere la doppia cifra. Un obiettivo alimentato dalla fiducia trasmessa da Daniele De Rossi e da un ambiente che il giocatore descrive come una famiglia, dove l’atteggiamento viene prima di tutto. Anche per chi, come lui, vorrebbe giocare sempre. “Dentro sono un po’ arrabbiato, perché voglio essere titolare”, ammette in un’intervista al Secolo XIX, “ma so che siamo in 25 e il mister può metterne 11. Devi restare vivo, farti trovare pronto, carico”.

La cura De Rossi e lo spirito di squadra

L’arrivo del tecnico ha cambiato qualcosa in Vitinha. “Più cattiveria? Sì”, conferma l’attaccante. De Rossi gli ha dato la possibilità di giocare nel suo ruolo preferito, quello in cui sa cosa fare e dove ha i ricordi migliori. Ma non è solo una questione tattica. “Il suo modo di parlarti, di vivere, ti dà grande energia”. Questa mentalità si riflette su tutto il gruppo. Lo spogliatoio è unito. “Chi non gioca il giorno dopo la partita fa un allenamento duro e qui vanno tutti a mille”, racconta Vitinha, descrivendo un clima che porta stabilità e punti. “Io so che se segno faccio felici tutti, società, compagni, magazzinieri”.

Tra sogni personali e sfide interne

La corsa ai 10 gol è diventata una questione personale. “Dopo Verona ne ho parlato con la mia ragazza. Le ho detto ‘amore, sono a 5, se arrivo a 8/9 è una buona cifra…’. E lei ‘no!. Minimo 10, io credo in te, ce la farai’”. Una spinta in più per l’attaccante, che guarda anche alle dinamiche interne con i compagni, come la “sfida” a distanza con Leo Østigård. “Non so chi ne segnerà di più. So che proverò a farne più di loro”. Ma senza rivalità negative. “Se tutti e tre arriviamo sugli 8-9 gol sarà un bene per la squadra”. Il suo contributo non si limita ai gol: il dribbling per creare superiorità numerica è una delle sue armi. Il futuro può attendere. “La Nazionale la sogno sin da bambino”, confessa, “ma ora sono concentrato sul Genoa. Al contratto non ci penso, ne ho uno fino al 2028 e qui sto bene”.