Si è spento Italo Ghizzardi, ex portiere con un passato anche nel Genoa
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Si è spento Italo Ghizzardi, ex portiere con un passato anche nel Genoa

Il calcio italiano piange la scomparsa di Italo Ghizzardi. L’ex portiere, che ha vestito anche la maglia del Genoa, si è spento all’età di 88 anni.

Il calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Italo Ghizzardi, morto all’età di 88 anni all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Figura molto conosciuta nel panorama ligure e nazionale, il suo nome è legato a una lunga carriera tra i pali e a un successivo percorso da preparatore dei portieri. Se ne va a pochi giorni dalla morte di Osvaldo Bagnoli, amico di una vita e compagno di squadra ai tempi dell’Hellas Verona, con cui avrebbe poi condiviso anche l’esperienza al Genoa.

Dalla storica promozione del Verona al Genoa

Nato a Verona, Ghizzardi fu il portiere della squadra che conquistò la prima storica promozione in Serie A dell’Hellas nella stagione 1956/57. In quella formazione giocava anche Osvaldo Bagnoli, con il quale costruì un legame destinato a durare negli anni.

Nel massimo campionato collezionò 41 presenze difendendo i pali di Verona, Bari e Mantova, mentre in Serie B disputò 172 partite con Verona, Prato e Bari, vincendo due campionati cadetti. Al debutto in Serie A si mise subito in evidenza parando un calcio di rigore allo juventino Stivanello. Nel 1964/65, invece, condivise il ruolo al Mantova con un giovanissimo Dino Zoff.

L’amicizia con Bagnoli tornò a intrecciarsi nel 1991, quando l’allora tecnico rossoblù lo volle nel proprio staff al Genoa come preparatore dei portieri.

Gli anni a Savona e la passione per i giovani

Una parte importante della sua vita sportiva è stata vissuta in Liguria. Dopo l’esperienza all’Arezzo, Ghizzardi arrivò al Savona, dove rimase dal 1967 al 1971 totalizzando 123 presenze.

Conclusa la carriera da calciatore con il Casale, iniziò quella da allenatore dei portieri, mettendo la propria esperienza al servizio di Novese, Savona, Cairese e Genoa. Nei momenti di transizione tecnica guidò anche il Savona da allenatore ad interim, prima di tornare al ruolo che sentiva più suo.

Il legame con il Genoa proseguì anche attraverso il figlio Manuel, cresciuto nel settore giovanile rossoblù e poi protagonista tra Carrarese, Savona e Vado.