La giornata di oggi potrebbe segnare una svolta per il futuro dello stadio Luigi Ferraris. Il Consiglio comunale di Genova è infatti chiamato a esprimersi sulla delibera relativa alla concessione del diritto di superficie dell’impianto a Genoa e Sampdoria per i prossimi 90 anni, un passaggio ritenuto fondamentale per avviare il percorso di riqualificazione dello storico stadio cittadino.
Se da un lato il progetto viene considerato un’opportunità per modernizzare una struttura che necessita di interventi importanti, dall’altro non mancano le perplessità di una parte della tifoseria rossoblù.
La contestazione dei club genoani
A guidare il fronte del dissenso è l’Associazione Club Genoani, che ha annunciato la propria presenza in Consiglio comunale per manifestare contro alcuni aspetti del progetto.
Al centro delle critiche c’è soprattutto la questione della capienza. Secondo quanto illustrato nelle ipotesi progettuali, il Ferraris passerebbe dagli attuali 33.205 posti a circa 32.000 al termine dei lavori. Una riduzione che viene giudicata poco comprensibile da una parte dei sostenitori rossoblù, considerando la costante crescita registrata dal pubblico del Genoa negli ultimi anni.
Il nodo della capienza
I numeri delle recenti campagne abbonamenti rappresentano uno degli argomenti principali portati avanti dai tifosi. Nelle ultime stagioni il Genoa ha superato più volte quota 26.000 abbonati, arrivando a toccare il record di 28.101 tessere nel campionato 2025/26.
Per questo motivo diversi sostenitori ritengono che una diminuzione dei posti disponibili possa diventare un limite nel medio e lungo periodo, soprattutto qualora il club dovesse consolidare ulteriormente il proprio seguito.
La richiesta è quella di individuare soluzioni che consentano di mantenere o addirittura incrementare la capienza dell’impianto senza compromettere sicurezza e comfort.
L’idea delle standing zone
Tra le proposte avanzate dall’Associazione Club Genoani figura quella delle cosiddette “standing zone”, aree dedicate ai tifosi che assistono alle partite in piedi, sul modello già adottato in diversi stadi tedeschi.
Secondo i promotori, questa soluzione permetterebbe di aumentare il numero complessivo degli spettatori mantenendo elevati standard di sicurezza. Tuttavia, l’ostacolo principale resta normativo: la legislazione italiana attualmente non consente posti in piedi permanenti negli impianti calcistici.
Una decisione attesa da tutta la città
La seduta odierna del Consiglio comunale sarà quindi seguita con particolare attenzione non soltanto da Genoa e Sampdoria, ma anche dai rispettivi tifosi. In ballo c’è il futuro del Ferraris, uno degli stadi più iconici del calcio italiano.
L’eventuale approvazione della delibera rappresenterebbe il primo passo concreto verso la riqualificazione dell’impianto. Resta però aperto il dibattito su alcuni aspetti del progetto, a partire proprio dalla capienza, tema che continua ad animare il confronto tra istituzioni, società e tifoserie.




