L’analisi post partita si concentra su due decisioni arbitrali che hanno fatto discutere durante l’incontro tra Genoa e Bologna. Secondo il parere dell’ex arbitro Gianpaolo Calvarese, la direzione di gara avrebbe commesso due errori significativi: la mancata assegnazione di un calcio di rigore al Genoa per un fallo su Vitinha e un’espulsione errata ai danni del portiere rossoblù Skorupski.
Il rigore non concesso per la gomitata su Vitinha
Il primo episodio esaminato riguarda un contatto in area di rigore bolognese. Durante un duello aereo, l’attaccante del Genoa Vitinha è stato colpito al volto da una gomitata da parte di Freuler. Calvarese sottolinea come il contatto avvenga prima ancora che i due giocatori possano impattare il pallone. Sebbene l’arbitro non abbia potuto cogliere l’entità del colpo, secondo l’ex fischietto l’intervento del VAR sarebbe stato doveroso. La revisione al monitor avrebbe dovuto portare all’assegnazione di un calcio di rigore per il Grifone e a un cartellino giallo per il centrocampista del Bologna.
L’espulsione di Skorupski: perché il Dogso non c’era
Il secondo momento cruciale è l’espulsione diretta del portiere del Bologna, Skorupski, per aver negato una chiara opportunità di segnare una rete (Dogso). Nonostante il richiamo del VAR, il direttore di gara ha confermato la sua decisione. Calvarese definisce questa scelta un errore, spiegando che non tutti i quattro parametri del Dogso erano presenti. In particolare, mancava il criterio relativo al numero di difensori: dopo il fallo, Lykogiannis era in posizione per rientrare e chiudere lo specchio a Vitinha. Questo dettaglio, secondo l’analisi, esclude la “chiara ed evidente occasione da rete”, rendendo eccessiva l’espulsione.




