Il Genoa, dopo la brillante rimonta per 3-2 del Ferraris contro il Bologna, si prepara a scendere in campo per la 23ª giornata di Serie A contro la Lazio, all’Olimpico. Il tecnido del Grifone De Rossi presenta così la sfida: “Ritorno in uno stadio e una città che mi ha visto crescere. Abito a cinque minuti da lì… mi dispiace se ci sarà poco pubblico, come dissi nella conferenza stampa d’addio al calcio mi mancano anche quelli che mi fischiavano“.
Le parole di De Rossi
Così il tecnico sulla salvezza: “Non eravamo spacciati prima, se pensiamo che sia finita ora saremmo stupidi e mediocri. E sono sicuro che i ragazzo non lo siano. Come siamo arrivati in una posizione più tranquilla, è facile tornare giù in tre-quattro partite. Siamo convinti di aver fatto il lavoro di cui avevamo bisogno, all’interno del quale c’è stato un po’ più di tempo libero. La reputo una settimana molto positiva”.
Sulla trasferta di Roma passata e di domani: “A Roma è stata la peggior prestazione che abbiamo fatto. Lo stadio di domani è uno di quelli dove giocano i grandi giocatori e la Lazio li ha anche se non attraversa il momento migliore della stagione. Dobbiamo essere consapevoli che una squadra e un allenatore del genere possono ribaltare questa situazione. Contestazione? Sarebbe un peccato giocare con lo stadio vuoto e mi dispiace che i nostri tifosi non possano venire in trasferta. Ma per la Lazio una contestazione può essere uno svantaggio ma anche un vantaggio”.
De Rossi commenta così i nuovi arrivati: “Baldanzi ricomincia la fase di riabilitazione perché ha avuto un piccolo infortunio a Roma e nel suo ultimo allenamento a Trigoria una piccola recidiva. Non è stata un’altra lesione ma un piccolo riacutizzarsi del suo problema. Non ho di preciso in testa quanti giorni serviranno ancora. Anche perché il dottore ci dà una data ma lui dice che si sente bene e vuole rientrare. Sicuramente l’atmosfera di domenica al ‘Ferraris’ non ha aiutato a fargli avere la giusta cautela. Lui vorrebbe giocare già domani. Lo valuteremo di settimana in settimana. Non dovremo commettere errori stupidi per la voglia, per lui, di giocare e, per noi, di riaverlo in campo. Bijlow l’ho visto subito al centro della porta e della squadra. Si è preso le sue responsabilità e con i piedi non ha avuto paura. Sono contento della prestazione e sono contento dell’atteggiamento che ha nei confronti di questa nuova esperienza. Sta imparando l’italiano e si sta integrando bene. Non gioca due partite di seguito da tanto tempo Dovremo anche gestire i carichi di lavoro settimanali ma sono soddisfatto. Su Amorim, Diego è un direttore molto moderno dal punto di vista della ricerca del giocatore, nell’analisi dei dati e nella vicinanza all’allenatore. Ma poi a volte fa questi exploit alla Sabatini che aveva il doppio orologio con i due fusi orari. Ha preso ed è andato a convincere il giocatore, società e procuratore perché abbiamo visto qualcosa di interessante in Amorim. E’ un giocatore giovane, la reputo un’operazione intelligente“.
Infine, un commento sulla sfida ai rivali di una vita della Lazio: “Sono molto concentrato su quello che è l’aspetto calcistico. Ritorno in uno stadio e nella città che mi ha visto giocare per tutta la vita, abito a cinque minuti dallo stadio. Ci sarà un piccolo di casa. Stavolta affronteremo la squadra che per me è stata la rivale principale per tutta la vita, ma vestendo una maglia diversa da quella della Roma non lo vivo ciò come un derby ma come una partiita importantissima per la nostra salvezza. So che magari con lo stadio pieno avrei avuto un’accoglienza diversa, ma per come sono fatto io, quando parlo di emozioni, parlo anche di quelle agrodolci. Io mi caricavo di più quando giocavo fuori casa che in casa“.




