Pandev lancia la sfida al Genoa: "Con De Rossi si può puntare all'Europa"
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Pandev lancia la sfida al Genoa: “Con De Rossi si può puntare all’Europa”

Goran Pandev, premiato durante l’evento ‘Gianni Di Marzio’, esprime il suo auspicio per il Grifone: ‘Spero che De Rossi resti, è la piazza giusta per lui e i tifosi meritano traguardi importanti’.

Goran Pandev, dal palco del premio “Gianni Di Marzio”, ha tracciato una rotta ambiziosa per il futuro del Genoa, auspicando la permanenza di Daniele De Rossi per raggiungere traguardi europei. L’ex attaccante, che si è definito ormai un cittadino italiano, ha condiviso la sua visione sul club rossoblù e sul calcio italiano.

‘De Rossi è l’uomo giusto, i tifosi meritano l’Europa’

L’investitura per il tecnico del Grifone è netta. Pandev non ha nascosto di attendersi un impatto positivo da parte sua. “Mi aspettavo facesse bene”, ha affermato, definendo la piazza ligure ideale per l’allenatore. Secondo il macedone, la squadra possiede le qualità per non limitarsi a una lotta per la salvezza. La sua speranza è chiara: “Spero che De Rossi resti e che possa lottare per posti più importanti, quelli che valgono l’Europa: se lo meritano i tifosi”. Una visione che alza l’asticella per il club, spingendolo a guardare verso le posizioni di vertice della classifica.

‘Il calcio italiano deve credere nei giovani’

Pandev ha poi allargato la sua analisi alle difficoltà del sistema calcistico nazionale, un tema che lo tocca da vicino. “Mi dispiace tanto per l’Italia. Sono venuto qui da piccolo: non vedere l’Italia al mondiale per la terza volta mi fa male”, ha confessato. La sua diagnosi è precisa e punta il dito contro una mentalità poco incline a valorizzare i nuovi talenti. “Bisogna dare più fiducia ai giocatori giovani: qui vanno di moda i giocatori più esperti e i giovani vanno all’estero perché sanno di poter giocare”.

La filosofia del lavoro e la battuta su Mazzarri

Riflettendo sulla sua carriera, l’ex attaccante ha spiegato la sua etica professionale. Ha sempre cercato di guadagnarsi il posto attraverso l’impegno, senza polemiche. “Il mio culto era quello del lavoro perché paga sempre. Col lavoro raggiungi tutto, devi crederci sempre”, ha spiegato. Un approccio che lo ha guidato anche nei momenti difficili. Con un sorriso, ha poi concluso con un aneddoto su Walter Mazzarri: “Mazzarri mi ha definito giocatore più forte che ha avuto? E non mi ha fatto tanto giocare. Ci sono Cavani e Lavezzi davanti, dovevi farti trovare pronto anche in quel poco tempo a disposizione”.