La sconfitta per 2-0 contro il Genoa riaccende le critiche nei confronti della Juventus. Dagli studi di Sky Sport, Paolo Di Canio ha espresso un giudizio severo sulla prestazione dei bianconeri, soffermandosi soprattutto sulla mancanza di personalità e sulla confusione mostrata dalla squadra in campo.
Per l’ex attaccante, il problema non riguarda soltanto il risultato del Ferraris, ma un’identità di gioco che continua a non emergere con chiarezza.
«Non ha identità né anima»
Nell’analisi di Di Canio, la Juventus non avrebbe mai dato la sensazione di poter lottare concretamente per lo Scudetto. A preoccupare l’opinionista è soprattutto l’assenza di una struttura riconoscibile, sia nell’atteggiamento sia nella gestione delle partite.
Il riferimento è anche alle gare in cui i bianconeri sono riusciti a portare a casa il risultato senza convincere sul piano del gioco. Contro avversari come il Lecce, la Juventus avrebbe potuto sfruttare un atteggiamento più prudente e singoli episodi favorevoli. Una strategia che, secondo Di Canio, non offre garanzie quando il livello dell’opposizione si alza.
Da Kalulu a Cambiaso: nel mirino anche i singoli
Le critiche non hanno risparmiato i calciatori. Di Canio ha richiamato gli errori di Kalulu, un giocatore che in passato aveva dato maggiori garanzie, evidenziando come anche elementi considerati affidabili stiano attraversando un momento complicato.
Nel mirino è finito anche Cambiaso, criticato per il modo in cui ha seguito gli avversari in alcune situazioni di gioco. L’opinionista ha descritto il suo atteggiamento con un paragone particolarmente duro: «Corre come un bambino dietro all’avversario».
Una squadra in confusione
Il giudizio complessivo di Di Canio è netto. Gli errori individuali, a suo avviso, non possono essere letti come episodi isolati, ma si inseriscono in un quadro più ampio di disorganizzazione.
La definizione scelta dall’ex attaccante riassume la sua analisi: «Veramente un caos». Per la Juventus, la sconfitta contro il Genoa diventa così un nuovo campanello d’allarme, con interrogativi che riguardano non soltanto i risultati, ma anche la personalità e la capacità della squadra di riconoscersi in un progetto di gioco.




